GIOCHI

"L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perchè la sua anima non apparterrà mai a loro."
"Non venirtene fuori adesso con la storia che non sei un miscredente come me e che vuoi arrivare pulito di cuore e di parti basse al talamo nuziale, che sei un’anima immacolata desiderosa di attendere il momento magico in cui il vero amore ti porterà a scoprire l’estasi della carne e dell’anima in un unisono benedetto dallo Spirito Santo, per popolare il mondo di creature che abbiano il tuo cognome e gli occhi della madre, quella santa donna scrigno di virtù e di onestà, tenendo la cui mano varcherai le porte del cielo sotto il benevolo e compiaciuto sguardo del Bambin Gesù."
"Non volevo dire questo."
"Ne sono contento, perché  è possibile, e sottolineo possibile, che quel momento non arrivi mai, che non ti innamori, che tu non voglia né possa affidare la tua vita a qualcuno e che, come me, tu compia un giorno quarantacinque anni e ti accorga che non sei più giovane e che non c’era per te un coro di cupidi con le lire né un letto di rose bianche adagiato verso l’altare, e che l’unica vendetta che ti resta è rubare alla vita il piacere di quella carne soda e ardente che evapora più in fretta delle buone intenzioni, la cosa più simile al cielo che troverai in questo porco mondo dove tutto marcisce, a cominciare dalla bellezza per finire con la memoria."


"Una religione è un codice morale che si esprime mediante leggende, miti o qualunque tipo di artefatto letterario al fine di istituire un sistema di credenze, valori e norme con i quali regolare una cultura o una società. Come per la letteratura o qualunque atto comunicativo, a conferire efficacia è la forma e non il contenuto. Tutto è racconto. Quello che crediamo, quello che conosciamo, quello che ricordiamo e perfino quello che sogniamo. Tutto è racconto, narrazione, una sequenza di eventi e personaggi che comunicano un contenuto emotivo. Un atto di fede è un atto di accettazione, accettazione di una stroria che ci viene raccontata. Accettiamo come vero solo quello che può essere narrato."

"Ci sono tante persone che hanno talento ed entusiasmo, e molte di loro non arrivano mai a nulla. Questo è solo l'inizio per combinare qualcosa nella vita. Il talento naturale è come la forza di un atleta. SI può nascere con maggiori o minori capacità, però nessuno diventa un atleta perché è nato alto o forte o veloce. A fare l'atleta, o l'artista, è il lavoro, il mestiere e la tecnica. L'intelligenza con cui nasci è solo una dotazione di munizioni. Per riuscire a farci qualcosa è necessario trasformare la tua mente in un'arma di precisione. Ogni opera d'arte è aggressiva. E ogni vita d'artista è una piccola o grande guerra, a cominciare da quella con se stessi e con i propri limiti. Per raggiungere qualunque obiettivo, c'è bisogno prima di tutto dell'ambizione e poi del talento, della conoscenza e, infine, dell'opportunità."

"Se capisco bene, lei suggerisce che la fede, l’atto di credere in miti o ideologie o leggende sovrannaturali, è una conseguenza della biologia."
"Né più né meno. L’essere umano crede come respira, per sopravvivere."
"Mi viene in mente che almeno tre quarti del mondo non sarebbero d’accordo con quest’affermazione
"Naturalmente. Se fossero d’accordo, non sarebbero potenziali credenti. Nessuno può venire davvero convinto di quello in cui non ha bisogno di credere per un imperativo biologico."
"Allora secondo lei è nella nostra natura vivere nell’inganno?"
"Sopravvivere, è nella nostra natura. La fede è una risposta istintiva ad aspetti dell’esistenza che non possiamo spiegare in altro modo: il vuoto morale che percepiamo nell’universo, la certezza della morte, il mistero dell’origine delle cose o il senso della nostra vita, o la sua assenza. Sono aspetti elementari e di straordinaria semplicità, ma i nostri stessi limiti ci impediscono di rispondere in modo univoco a queste domande e per questo motivo generiamo, come difesa, una riposta emotiva. E’ pura e semplice biologia."
"Secondo lei, allora, tutte le fedi e gli ideali sarebbero solo una finzione".
"Qualsiasi interpretazione o osservazione della realtà lo è. In questo caso, il problema sta nel fatto che l’uomo è un animale morale abbandonato in un universo amorale e condannato a un’esistenza finita e senza altro significato che quello di perpetuare il ciclo naturale della specie. E’ impossibile sopravvivere in uno stato prolungato di realtà, almeno per un essere umano. Passiamo buona parte della nostra vita a sognare, soprattutto quando siamo svegli. Come le dicevo, semplice biologia."


"è curioso quanto sia facile raccontare da soli a un pezzo di carta quello che non si osa dire in faccia."

Per tutta la vita avevo sentito che le pagine he lasciavo al mio passaggio erano parte di me. La gente normale mette al mondo dei figli; noi romanzieri dei libri. Siamo condannati a metterci la vita, anche se quasi mai ce ne sono grati. Siamo condannati a morire nelle loro pagine e a volte perfino a lasciare che siano loro a toglierci la vita.

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