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martedì 30 novembre 2010

IL PADRONE DELLE ONDE (MURSIA)

Mario Dentone, ligure doc, racconta la Liguria del XIX secolo
e l’avventurosa vita di Geppin, padrone di barchi, di onde e di vento.
Un romanzo di mare e d’avventura, di predoni e naviganti, di miseria e amore
In libreria

La storia de Il padrone delle onde (Mursia, pagg. 336, euro 18,00), ovvero Giuseppe Vallaro, che per tutti fu sempre e solo Geppin, venuto al mondo a u cantu da groga, «l’angolo della gloria», a Moneglia, protagonista della grande epopea ottocentesca dei marittimi liguri. Una storia quella di Geppin che Mario Dentone, ligure doc, ha saputo trasformare in un romanzo di mare e d’avventura, di predoni e naviganti, di miseria e amore, nato grazie al fortunato incontro con un vecchio volume, ‘Capitani di mare e bastimenti di Liguria del secolo XIX’, scritto nel 1939 da Gio Bono Ferrari, storico della marineria.
“Tutto nasce da quel libro, un vero e proprio classico, enciclopedico ed epico, romantico e avventuroso insieme, e specificamente dal capitolo che Ferrari dedica a capitani e armatori di velieri di Moneglia”, spiega Dentone. “Qui ho trovato anche la biografia di Giuseppe Vallaro, tracciata sia pur brevemente, che mi è parsa subito affascinante, anzi, quasi fiabesca, ricca di imprese a dir poco eroiche, una vita di totale simbiosi dell’uomo col mare che, a raccontarla degnamente, ci vorrebbero i Melville, i Conrad e gli Hemingway, per non dire Defoe o Stevenson, e pochi altri”.
E la vita di Geppin fu davvero in simbiosi con il mare, sin dal suo battesimo quando“dalla pancia della madre si tuffò nella schiuma di un’onda lunga”, scrive Dentone. “E il prete sorrise e disse: ‘Affido questo bimbo al mare e al suo destino’”. Da ragazzo, poi, si spaccò la schiena come zavorratore, caricando sabbia per i grandi velieri oceanici ma, intanto, sognava l’orizzonte sempre più in là, dove può spingersi lo sguardo, perché il mare, come la fantasia e la volontà, non ha confini. Un giorno finalmente prese il largo e cominciò la sua avventura: il porto di Genova e le barche, la piccola lancia a remi, il leudo, la tartana per il primo viaggio da comandante fino a diventare vero capitano di lungo corso su un brigantino.

Mario Dentone, nato nel 1947, non si è mai allontanato dalla Riviera Ligure di Levante: Riva Trigoso, dove è cresciuto, e Moneglia, dove vive. È autore di alcuni romanzi, tra cui Equilibrio (1981, vincitore del premio Rapallo-Prove) e La Badessa di Chiavari (2007), di testi teatrali e saggi, tra cui Luigi Tenco. Per la testa grandi idee (2008), e ha contribuito a sceneggiature televisive e cinematografiche. Collabora alle cattedre di Storia del Teatro presso l’Università di Genova e di Scrittura creativa presso il polo universitario di Savona.

sabato 27 novembre 2010

LO STAR SYSTEM AI FORNELLI NEL LIBRO DI WILMA DE ANGELIS “SPAGHETTI, WILMA, INSALATINA E UNA TAZZINA DI CAFFE’” (MURSIA)

I budini di Platinette, la peperonata di Rossana Casale, gli gnocchetti di Francesco Renga, gli involtini di Carla Fracci e persino un’insospettabile pasta e fagioli di Irene Grandi. Sono solo alcune delle ricette e degli aneddoti delle star a tavola che Wilma De Angelis racconta nell’autobiografia gastronomica “Spaghetti, Wilma, insalatina e una tazzina di caffè” (Mursia, pagg. 304, Euro 16,00), a cura di Lucio Nocentini.
Wilma è stata l’antesignana delle padelle in tivù: era il 1978 quando debuttò ai fornelli televisivi in Telemenù grazie a Paolo Limiti. In tanti anni di spettacolo e di cucina Wilma ha avuto in regalo da cantanti, attori, ballerini, amici non famosi, centinaia di ricette che ora mette a disposizione del pubblico con una formula originale: il risultato è un libro che si legge e si usa in cucina.
In questo libro c’è di tutto: dalla Milano del dopoguerra, ai rutilanti anni Sessanta, da una giovane Mina al suo debutto a Maria Scicolone, sorella di Sofia e madre dell’onorevole Mussolini che si appropria di una ricetta di Carla Fracci.
Tra un aneddoto e l’altro Wilma propone ricette, tutte da provare, di vera cucina casalinga. Niente di impossibile, ma neanche cose da fare in fretta e furia. Con Wilma il cibo e l’arte di mettere in tavola torna ad avere il sapore (e il sapere) dell’antica tradizionale orale, dove la ricetta anche del più classica carbonara può essere modificata con un piccolo trucco personale che la rende unica. Il segreto arriva direttamente dal ristorante dove mangiavano Gabriella Ferri, Franca Valeri e Ornella Vanoni.
Per chi vuole provare il piacere di assaggiare i piatti delle star, questa autobiografia gastronomica di Wilma de Angelis è un’occasione unica, che dopo una vita tra fornelli e palcoscenico a febbraio 2011 debutta sul grande schermo nel film Femmine contro maschi nei panni della mamma tenera e burrosa di Claudio Bisio.



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