martedì 31 agosto 2010

IN CROCIERA CON "LA ROSSA"


Di L.D.
La nostra vacanza inizia con un lungo viaggio verso ovest. Meta Alessandria_ Cascina _Stampa a Lobbi. La destinazione è Sanremo ma facciamo già una deviazione attraversando il 45° parallelo per andare a trovare un amico che da un po' non vediamo. E' qui in vacanza dai genitori con due bellissimi bimbi  e per la notte ci ospita nella sua casa. I bimbi sono divertentissimi e ci fanno passare la giornata in spensierata allegria. La cascina in parte non è ancora restaurata e le stanze sono affrescate con motivi bucolici e il tema ricorrente è dell'avvicendarsi delle stagioni. Ci sono anche due chiesette un po' lasciate al loro destino, una presenta degli affreschi coloratissimi e il periodo di costruzione è incerto. All'interno della chiesa probabilmente è sepolto un certo notaio Francesco Garrone o almeno così sembra citare la lastra di marmo all'interno. Che la chiesa risalga al 1500? La fantasia viaggia....magari si può restaurare ….magari è unica nel suo genere...
Il giorno dopo a malincuore, come sempre quando si lascia un amico, ripartiamo. Il tempo è incerto e ci avviamo verso una località di mare.
Un borgo di Finale Ligure attrae la nostra attenzione, era stato eletto anche il borgo più bello...un giretto tra le viuzze, un bel pranzo e via si riparte.
Dopo qualche ora di faticosa ricerca troviamo alloggio ad Alassio (SV). Qui decidiamo di fermarci, tra un temporale e l'altro riusciamo a rosolarci in spiaggia e a fare bagni ristoratori nel mare pulito e rinfrescato dalle piogge.
Ora un'altra nostra priorità è ...sfamarci... in un carruggio troviamo un localino fatto apposta per noi, all'esterno  ha posto per pochi tavolini mentre all'interno è ampio e climatizzato.
Decidiamo per l'esterno ci accomodiamo sotto una nuvola di petunie bianche ad un tavolo apparecchiato con piatti colorati ….mmm la pasta è sfiziosa e vivace e per me è inevitabile la scarpetta ….si si ok...non si fa...ma che ci posso fare? É tutto così buono....e il pane è così invitante
Dopo questo nostro pasto decidiamo di non abbandonare il locale per tutti i pasti a seguire. Anche la nostra presenza non passa inosservata...c'è soddisfazione a dar da mangiare a noi...( ci dicono..) forse i piatti tornavano in cucina lucidi?!?
Comunque nel nostro piccolo abbiamo fatto di tutto per assaggiare tutti i piatti...peccato non aver avuto stomaci da record per ingurgitare tutto il menù.
Prima di ripartire verso Sanremo ci concediamo un piccolo lusso...un salto dai parrucchieri  più disponibili e simpatici di Alassio..non  serve appuntamento..chi prima arriva meglio alloggia..ci dispensano tra una pettinata e l'altra di consigli sul nostro viaggio in barca cosa visitare..ci parlano di acciughe contro il mal di mare...forti sti Furia...

Quando arriviamo a Sanremo il tempo è inclemente la pioggia incessante non ci permette di uscire in mare. Ma che succede? Già festa ancora prima di partire? Infatti dalla barca ormeggiata affianco alla Rossa si sente un brusio festaiolo. É l'equipaggio della Charas II con parte dei nostri compagni di viaggio. La giornata passa velocemente in buona compagnia più un bicchiere di vino, compagno indiscusso di tutta la vacanza e una bella dose di allegria. Purtroppo anche il giorno seguente siamo costretti da un vento a 30 nodi al fermo in porto. Poi finalmente si salpa le onde sono altissime... fatico a fare le fotografie...l'oggetto della mia attenzione sbalza da un angolo all'altro del mio obiettivo...qualcuno viene messo ko dall'impeto del mare e così...decisione irrevocabile...si torna in porto.
Siamo qui per divertirci e quindi tutto gira attorno a noi e alle nostre esigenze.
Ancora un po' di pazienza e poi il giorno dopo siamo ripagati di tutto il nostro attendere...un'uscita in mare come dio comanda...”pronti a virare?” ...sembra che il nostro skipper oggi non sappia dire altro  e un fermento avvolge la Rossa. Sembriamo formichine all'opera...più o meno organizzate, ma ne vale veramente la pena...Com'è che non avevo mai pensato in tutta la mia vita di viaggiare in barca a vela? Quante altre avventure entusiasmanti mi sto perdendo?
Le giornate successive sono  dense di incontri...l'incontro del nostro sguardo con paesaggi mozzafiato... con mamma e piccolo di stenella... con un granchio cicciotto in ammollo come noi nella vasca...con un sommergibile...con un banco di pesci scintillanti e salterini...
Vi domanderete perché non vi parlo delle mete ...delle città e paesi visti.. Tutto quando si è in barca è relativo...il programma si cambia in men che non si dica..il vento, le onde, la pioggia, un nostro desiderio...hanno la precedenza su tutto...noi siamo i veri protagonisti della vacanza assieme alla natura.....Che pacchia...
















domenica 29 agosto 2010

IO PIACCIO E TUTTI CI PROVANO GUSTO...

C'è un prodotto prezioso, vanto della tradizione liquoristica italiana, che ha saputo attraversare secoli di storia, mantenendo inalterata la sua alta qualità e conservandosi sempre giovane e attuale. Un evento raro, le cui ragioni vanno ricercate in una serie di caratteristiche uniche che lo contraddistinguono sino dalla sua origine, avvolta tra storia e leggenda.
Si racconta, infatti, che nel 1525 il pittore Bernardino Luini chiese a una giovane vedova di posare per lui come modella per un quadro sacro. La donna per ricambiare l'onore concessole,volle fare un dono al maestro. Abile in cucina, inventò un liquore mettendo a macerare in acquavite un pugno di noccioli d'albicocca.
Ne nacque un "nettare" ambrato dal sapore intenso: L'Amaretto di Saronno. La ricetta, tramandata gelosamente nei secoli, é oggi la stessa di allora, perché gusto, profumo e sapore, pur essendo inconfondibili, restano attuali e modernissimi. Al gusto prevalente di mandorle, si mescola infatti un sapore né dolce né amaro, oltre a un profumo soave e forte insieme. La sua originalità intrinseca è poi accresciuta e valorizzata dalla bottiglia, forgiata artigianalmente in vetro dai maestri di Murano, secondo un design raffinato ed esclusivo. Un tocco di classe aggiuntivo che fa dell'Amaretto di Saronno un regalo raffinato per ogni circostanza da fare agli altri o a se stessi.
Ma oltre a rispondere pienamente a valori di carattere estetico, L'Amaretto di Saronno si rivela, anche e soprattutto, un liquore eclettico e versatile, che sfida le mode,  il tempo e le stagioni. E' generalmente bevuto liscio, ma può essere vissuto anche come dissetante, se versato in un bicchiere con tanto ghiaccio e due gocce di limone. In aggiunta al caffè gli conferisce un aroma squisito. In cucina poi può entrare in dolci e dessert, frutta e gelati.

ANGURIA AL LIQUORE
4 pers. qualche fetta di anguria,
4 cucchiai di zucchero,
500 gr di gelato alla frutta,
10 cucchiai di Amaretto di Saronno.
Eliminate i semi dell'anguria e tagliateli a cubetti,
ponendoli a macerare in una terrina con lo zucchero e il liquore.
Ponete in frigo.
Al momento di servire distribuite l'anguria nelle coppe con la marinata,
coprite con il gelato.


MELONE RIPIENO DI GELATO
2 pers., un melone,
350 gr di gelato di crema,
panna montata,
qualche cucchiaiata di lamponi,
6 cucchiai di liquore.
Asportate le due estremità del melone, quindi tagliatelo a metà e svuotatelo eliminando i semi.
Frullate la polpa ed incorporatela nel gelato, riponendo poi in freezer.
Al momento di servire disponete i due mezzi meloni in coppette o piattini e riempiteli col gelato.
Irrorate con il liquore e guarnite con la panna e i lamponi.



FRULLATO DI PERE
2 pers. 4 pere mature,
1 bicchiere di latte,
1 pizzico di cannella in polvere,
2 cucchiai di zucchero,
ghiaccio,
6 cucchiai di liquore.
Sbucciate e riducete a cubetti le pere, quindi frullatele con il latte, la cannella,
lo zucchero, il liquore e qualche cucchiaiata di ghiaccio tritato.
servite in grandi bicchieri.




GRANITA DI MACEDONIA
4 pers. frutta mista di stagione,
qualche fetta di ananas,
ghiaccio,
4 ciliegine al liquore,
10 cucchiai di liquore,
sciroppo al lampone.
Coprite la frutta tagliata a dadini in una terrina e copritela col liquore e ponetela in frigo.
Al momento di servire, distribuite la macedonia con il succo, nei bicchieri, aggiungendo un cucchiaio di ghiaccio tritato finemente.
Spruzzate con lo sciroppo di lampone e guarnite con il trancio di ananas e le ciliegine.

giovedì 26 agosto 2010

Crostata integrale con albicocche

 

http://iocomesono-pippi.blogspot.com

In certi giorni, la luce abbagliante del mattino estivo, inonda la veranda di toni pastello; l’aria frizzantina sembra più pulita; l’erba,  dopo il  riposo notturno, restituisce generosamente  un senso di frescura e mentre attraverso il prato, percepisco quella piacevole sensazione che solo i piedi bagnati sanno dare. C’è silenzio intorno a me, butto lo sguardo al di là della siepe, ormai è un’abitudine,  ma è ancora troppo presto, non sento la voce argentina delle bimbe che trafficano con il monopattino. Tutto sembra immobile, sonnacchioso. Allora mi dico che non c’è fretta, che posso prendermela con calma. Mi siedo, assaporo questo momento e colgo per un istante la rilassatezza dei miei pensieri.

Poi un sorriso sfiora le mie labbra……ecco, finalmente, le  bimbe si son svegliate!

Per una colazione o una merenda senza troppi ‘fronzoli’ ma genuina e colorata vi consiglio questa crostata.

Le albicocche fresche che si “squagliano” in forno, abbrustolendosi, sono il ripieno, semplice ma generoso, di questa torta un pò ruvida e dal sapore deciso.

Ricetta  della brava Tessa Kiros (la mamma della favolosa torta di mirtilli) tratta dal suo libro “Ricordi in cucina”, Luxury Books.

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24 cm:

pasta frolla:

200 gr. farina integrale

70 gr. zucchero di canna

100 gr. di burro freddo talgiato a cubetti

1 uovo, più un tuorlo

buccia di limone grattugiata

per il ripieno: 500 gr. di pere (o mele)

40 gr. di burro

30 gr. di zucchero di canna

1 cucchiaino di cannella in polvere

400/500 gr di albicocche

2 cucchiai di zucchero

Procedimento:

1) Lavoare in una terrina la farina con un pizzico di sale, la buccia di limone grattugiata,  lo zucchero e il burro a cubetti fino ad ottenere un composto sbriciolato.

2) Aggiungere l’uovo e il tuorlo e impastate velocemente fino ad ottenre una palla che  avvolgerete in pellicola  per farla riposare  almeno 30 minuti in frigorifero.

3) Dopo il tempo di riposo tirate la pasta con il mattarello e foderate una teglia appena unta con il burro e bucherellate il fondo con una forchetta.

4) Lavate e tamponate le albicocche e dividetele a metà privandole del nocciolo.

5) In una padella antiaderente con metà del burro cuocere le pere pelate e tagliate a dadini, cospargetele di zucchero di canna e un cucchiaio di acqua.

6) Fate cuocere, con il coperchio, per 10 minuti, finchè non si disfano.  A fine cottura cospargete con la cannella e schiacciatele con il cucchiaio di legno fino ad ottenere una purea. Un consiglio che vi do è quello di metterle a scolare in un colino, prima di schiacciarle e poi distribuiitele sulla base della torta.

7) Ricoprite con le mezze albicocche, cospargetele con lo zucchero e i fiocchetti di burro, ripiegate i bordi sul ripieno e infornate a 180° per 30/35 minuti.

Dedico  questa rigenerante luce di  primo mattino  a chi è ostaggio, suo malgrado, degli ingranaggi  della vita quotidiana, a chi si sente schiacciato da pesanti responsabilità e crede non gli sia permesso di provare, qualche volta, anche un senso di inadeguatezza, a chi percepisce che la vita corre troppo in fretta  ma non trova il coraggio di dire ‘basta’ e a chi, inseguendo un mondo di cose vuote, rischia di perdersi . Indugiamo ancora un attimo….. non può che far bene!

Alla prossima

Pippi

;-)

lunedì 23 agosto 2010

Tzatziki



Decisamente l’estate è la mia stagione : breve ma intensa, calda, a volte fin troppo, lo so, ma spumeggiante e luminosa, piena di colori e odori … Ho solo voglia di stare all’aria aperta, di camminare scalza, di lasciare che i capelli si asciughino al sole, di sentire che la  pelle finalmente respira sotto abiti leggeri e  impalpabili. E’ come se ogni volta rifiorissi dopo un lungo, estenuante, letargo.  
Il mare poi è la mia dimensione naturale, non potrei vivere senza. 
Non posso allonatanarmi senza cercarlo ogni volta all’orizzonte, colma i miei occhi e mi sussurra  ‘parole’ armoniose come una dolce litania.
Il momento che amo di più, il tramonto: 
quando tutto si quieta, quando tutto acquista una dimensione quasi evanescente……..e cosa si fa al tramonto, se non un………
Accomodatevi, fate come a casa vostra, godiamoci questo momento di pace e tranquillità, quattro chiacchiere tra amici, un prosecchino e un piccolo spuntino!
La salsa che vi ho preparato ( tra le altre cose) è fresca e semplicissima:
2 cetrioli
300 g. yougurt greco
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di aceto di mele
sale pepe q.b
olio extravergine  d’oliva
Procedimento:
1) Pelate i cetrioli  e grattugiateli finemente
2) metteteli inun telo pulito e strizzateli ben bene per togliere tutta l’acqua.
3) tritate finissimo anche l’aglio
4) unite tutti gli ingredienti  e mescolate con cura.
 
Se vi piace potete unire delle foglioline di prezzemolo….ma io non l’ho messo  :-)
Servitelo con dei crostini o delle piccole tortillas.
Voglio dedicare questo post a chi vorrebbe che l’estate durasse 12 mesi l’anno, a chi non sopporta  gli abiti pesanti e i maglioni di lana, a chi abolirebbe definitivamente i collant; lo dedico a chi adora il salmastro sulla pelle e sui capelli e a chi prova piacere nel crogiolarsi al sole, a chi ama il caldo anche quando è un pò umido ( piuttosto che un freddo secco che ti screpola le labbra ), a chi preferisce una ciabattina infradito e a chi si consola volentieri con un ghiacciolo alla menta in riva al mare.
Alla prossima
la vostra
estivissima
Pippi
;-)

venerdì 20 agosto 2010

Il Liberty prezioso di Lalique

Rene Lalique Dragonfly brooch
Pensati come ornamento in un'epoca nella quale la moda femminile esaltava il seno generoso e la vita di vespa, i suoi gioielli sono di tale bellezza che trascendono il gusto del momento e il capriccio femminile.

Tra le schiere di entusiastici ammiratori, l' attrice Sarah Bernhardt, per la quale Lalique creò straordinari gioielli assecondandone la stravagante personalità.
Pare sia stata proprio la Bernhardt a presentare Lalique al finanziere Calouste Sarkis Gulbenkian che ne collezionò le opere, più di 150 pezzi, in gran parte classici gioielli Liberty, dal 1900 al 1903. In apparenza c'era ben poco che i due uomini avessero in comune, il francese artista artigiano dalla fervida immaginazione e il turco Gulbenkian nato a Istanbul e laureato in ingegneria e scienze applicate, eppure strinsero un'amicizia che durò fino alla morte di Lalique, nel 1945. Condividevano il profondo amore per la natura, e Gulbenkian ammirava la magistrale tecnica di Lalique. Nel 1969 venne aperto un museo a nome di Gulbenkian, dotato di fondi della filantropica fondazione che il turco aveva costituito prima di morire. Lalique, volgendo la sua arte al vetro, smise di creare sontuosi e stilizzati gioielli nel 1914. Per questo la collezione che supera tutte le altre per qualità e quantità, rimase senza uguali.

Marion Kaplan

giovedì 19 agosto 2010

Il marzapane e le ciliegie al marzapane

Marzapane
ricetta facile

250 gr. di polvere di mandorle,
250 gr.di zucchero a velo,
2 cucchiaini di succo di limone,
2 cucchiaini di brandy,
2 piccoli albumi,
zucchero a velo.

Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti tranne lo zucchero a velo, mescolate bene tutto, per ultimo inserite gli albumi.
Utilizzando lo zucchero a velo formate una palla che andrà poi avvolta nella pellicola e messa in frigo.

Ciliegie al marzapane
ricetta facile

tempo di preparazione 20 minuti,

200 gr. di marzapane,
10 ciliegie candite,
1 bustina di pinoli sgusciati,
1 albume,
2 cucchiai di zucchero a velo,
zucchero di canna,
cocco grattugiato.

In una terrina mescolate il marzapane con lo zucchero a velo, un cucchiaio di cocco e l'albume, lavorate l'impasto per ottenerne una palla morbida da avvolgere nella pellicola e mettetela in frigo per due ore.
Stendere il marzapane su di un foglio di carta da forno.
Con un piccolo bicchiere tagliate 10 dischetti e avvolgeteci le cigliegie. Formate una pallina per ogni ciliegia e poi rotolatele nello zucchero di canna mischiato ai pinoli che avrete tritato finemente.

Crumble con frutti di bosco e zenzero

La vita è strana, invece di procedere in modo lineare e rassicurante spesso fa delle curve pazzesche per poi rigirare su se stessa,  una battuta di arresto  e poi ancora un guizzo  in avanti  e di nuovo le curve … tanto che a volte ne esci un pò stordita. Ma se ti fermi un attimo a riflettere,  ti accorgi che  nelle “pieghe” di questa tua vita, nelle sue anse recondite,  non si nascondono pericoli o insidie …… sono pieghe che ti accolgono morbidamente, che lievemente si ‘adattano’ a quello che sei e che spesso ti  regalano piacevoli sorprese.

Tra queste ‘pieghe’, stamattina, ho ritrovato una cara amica.  

Lei è croccante e un pò resistente come il crumble contro il cucchiaino ma dentro è soffice, scioglievole, profumata  e succosa come i frutti generosi che si nascondono sotto.  :-)

Ma passiamo alla ricetta, lo ammetto questa è la mia prima volta con il crumble.  L’ho visto in mille versioni,  ho pensato altre mille volte di provarlo ma poi….bho…..niente, succede anche a voi?

E’ di una semplicità  imbarazzante, si presta a innumerevoli varianti  e il risultato è davvero carino, profumato, colorato e  anche un pò romantico….il che…a volte non guasta…… !

Nella mia ultima scorribanda a Firenze con Aurelia, tra gli altri libri, ne ho comprato uno speciale dal titolo “In the mood of food” di Jo Pratt edito da LUXURY BOOKS, con ricette particolari ma semplici,  belle foto, spiegazioni esaurienti e soprattutto….dosi corrette! ;-)

Eccolo qua, l’ho provato per voi!

Ingredienti per 3 ciotoline:

Per la frutta:

350 gr di frutti di bosco (io ho utilizzato more mirtilli e ribes)

1 cucchiaino abbondante di zenzero in polvere ( nella ricetta originale dice un pezzo di zenzero sciroppato tagliato a cubetti)

scorza grattugiata di una arancia

4 cucchiai di zucchero semolato

Per la copertura:

50 gr di burro non salato, ammorbidito

75 gr di farina 00

40 gr di zucchero di canna

20 gr di fiocchi di avena

20 gr di mandorle a lamelle.

Procedimento:

Scaldate il forno a 160°. Raccogliete  i frutti di bosco in un colino per eliminare i succhi in eccesso.

Mescolate  i frutti con lo zenzero, la scorza di arancia e lo zucchero.

Dividete il tutto in tre ciotoline che possano andare in forno o in una pirofilina più grande. Preparate la copertura lavorando in una ciotola il burro ammorbidito con un pizzico di sale, la farina, poi unire lo zucchero, i fiocchi d’avena e le mandorle a lamelle. Non lavorate troppo deve rimanere un pò granuloso. Coprite con questo composto le cocottine di frutta e cospargete altro zucchero di canna.

Infornate per 20- 25 minuti, finchè la superficie diventa croccante e dorata e il succo della frutta inizia a fuoriuscire dai bordi delle cocottine…….. deliziando anche …..la vista…… :-)

Desidero dedicare questo dolcetto a tutti coloro che in questo momento sentono il bisogno di intraprendere un nuovo percorso e non trovano il coraggio, a quelli che vorrebbero prendersi finalmente cura  di se stessi ma si scontrano con un inspiegabile senso di colpa, lo dedico a chi  sogna di ritrovare un amico o un’amica da tempo perduti ma ha paura di un rifiuto, a chi vorrebbe abbandonarsi al fiume di emozioni che lo travolge ma teme di perdersi….a chi vorrebbe chiedere scusa ma lotta con il suo orgoglio……  rompere la superficie croccante non è poi così difficile…il resto sarà comunque una delizia!

Coraggio e pensate in positivo!

Alla prossima

Pippi (la saggia)

;-)

mercoledì 18 agosto 2010

"Crociera" per un giorno.

Domenica 8 agosto, 2010 : visita a bordo della nave di nuova generazione firmata Fincantieri, Silver Spirit del gruppo Silversea...ferma in porto.

Salite a bordo della nave, Anna ed io abbiamo trascorso una giornata, respirando la vita da turisti fermi nel porto di Venezia e ammirando paesaggi suggestivi.
Camminando per i ponti, incontrando il personale sempre sorridente e gentile ci siamo sentite veramente a casa. Cosa da non sottovalutare tra gli oltre cinquecento ospiti presenti a bordo. Il rapporto clienti personale è pressoché pari a "uno a uno".
Il lusso traspare ad ogni angolo. Aree adibite al wellness, al fitness, al gioco e al divertimento, boutiques che espongono oggetti di una certa caratura... e l'idea di nascondersi a bordo ci lampeggia nella mente...
Peccato...non ci siamo portate il costume e l'idromassaggio deve passare inosservato...
Quest'aria di vacanza ci mette di buon umore e un certo languorino ci assale. Allora? Che stiamo aspettando?...Via a mangiare! Qui sono presenti più aree adibite a sala da pranzo, in alcune si deve prenotare per accedervi, come per esempio il ristorante per il sushi. Ma abbiamo già addocchiato il buffet e il fatto di non entrare da qualche parte non ci disturba affatto.
Anna ed io non abbiamo la stessa concezione di "pranzo", ma sui dolci e sulla disposizione dei cibi siamo perfettamente d'accordo... il trionfo di colori e profumi ci amalia.
...anche il gusto non ci lascia indifferente e tra le cure dei camerieri, assaporiamo i nostri piatti...
Peccato come tutte le cose belle deve finire e dopo un po' dobbiamo scendere anche perchè ci sentiamo un po' in colpa per aver mangiato tanto e due passi per la bella Venezia sono la giusta conclusione della nostra "crociera" per un giorno.

martedì 17 agosto 2010

“Sentirsi in forma” è quasi un obbligo. A cura del servizio promozione e pubblicità

Guida alla salute e bellezza
Da alcuni anni l'approssimarsi dell'estate segna uno dei momenti “più infelici” della vita di molte persone. Tante donne, ma anche un numero crescente di uomini, scoprono con imbarazzo di essere sovrappeso, o comunque trascurati nel fisico da potersi permettere di affrontare l' “esame mare”, quel momento – che dovrebbe essere di puro divertimento e relax – in cui bene o male ci si confronta. Purtroppo che questo “esame di coscienza” capiti una volta l'anno, non è un fatto positivo. Nasconde una realtà sovente spiacevole: per lunghi mesi abbiamo vissuto ignorando di possedere un corpo, un corpo che chiede in continuazione – anche se spesso rimane inascoltato - “più attenzione”. Sarà colpa di una certa superficialità o solo del ritmo della vita, è tuttavia un dato di fatto che il vero problema del corpo si pone a partire da metà primavera. E anche se tutti rendendosene conto giureranno di non cascarci più, non rimane che prendere atto di quanto accade nella realtà, e suggerire rimedi e atteggiamenti che però avranno tanta più efficacia se verranno utilizzati tutto l'anno. Le tecniche dello star bene infatti non sono stagionali. Pochi grassi, molta frutta e verdura, meno alcool e meno fumo. Questa è la ricetta base della dieta per chi desidera, prima di tutto, perdere i chili di troppo e rinvigorire il proprio fisico. L'alimentazione quindi è determinante, non è infatti pensabile di rivolgersi al benessere del corpo senza passare...per la gola. Ed è per questa via che passano durante l'anno scorie e sostanze nocive, provocando all'apparato digerente una vasta serie di disturbi, dalla gastrite all'ulcera, che si trasmettono poi al sistema nervoso e via via a quello endocrino, respiratorio e a quello cardiocircolatorio.
Regola generale è quella di diminuire drasticamente la quota di grassi ingeriti. Se durante l'inverno un'alimentazione più ricca di grassi può trovare una qualche giustificazione non ha ragione di essere durante la stagione calda, quando il moto consueto è ridotto e le abitudini di vita cambiano decisamente. La seconda regola impone di non affaticare il sistema cardiocircolatorio con digestioni laboriose. Il sistema cardiocircolatorio è già messo alle strette dall'indebolimento dell'organismo grazie alla perdita di acqua e sali minerali dovuta alla sudorazione. Quindi si consiglia di consumare pasti meno ricchi in quantità e più distanziati nell'arco della giornata, per evitare di impegnare in continuo l'apparato digerente. Si quindi alla dieta mediterranea consistente alla base in carboidrati, verdure, legumi, poche proteine con la preferenza a quelle disponibili nel pesce o nell'uovo che cucinato alla cocque risulta facilmente digeribile. Il tutto condito con olio di oliva, che secondo molti dietologi, è il vero asso della cucina made in Italy assieme a una moderata attività fisica.

lunedì 16 agosto 2010

“Cucinando” e la “Vela Latina”… un aperitivo in riva al mare!

Oggi niente ricetta ma semplicemente un piccolo ‘reportage’ di una serata trascorsa in compagnia di amici in un luogo incantevole.

Il mare al tramonto ha sempre un fascino che ti cattura, quella luce azzurrina  che avvolge ogni cosa, la sabbia finalmente fresca e piacevole sotto i piedi nudi, gli ombrelloni ormai chiusi….. ma c’è sempre qualcuno che indugia, piccole onde che si infrangono sulla battigia, la nave all’orizzonte che si allontana, le alpi apuane, per me presenza rassicurante ….. quando tutto questo è di nuovo immerso, nel silenzio di una spiaggia deserta, ti accorgi di quanto “bello” c’è,  intorno a te….ti viene voglia di sederti,  guardare e pensare, pensare e guardare senza mai stancarti…….

L’occasione?  un aperitivo  organizzato grazie ad una collaborazione tra la Vela Latina, uno stupendo stabilimento balneare con ristiorante che si trova  proprio al confine tra Poveromo e Cinquale (inVersilia),

con una spiaggia immensa e una piscina fantastica …. - i miei cari amici Valentina e Riccardo, titolari di un favoloso  negozio dove trovare tutto e  ancor di più per la vostra tavola e  la vostra passione in cucina…….

- i due bravissimi cuochi :

- la simpaticissima e frizzante titolare del ristorante del bagno la Vela Latina:

- la WMF che ha fornito l’attrezzatura per preparare uno squisito risotto con verdurine  proprio davanti agli occhi degli ospiti:

un’atmosfera perfetta per trascorrere una serata in compagnia…..

con tante cosine stuzzicanti da mangiare……..

e poi….la Pippi che fa  la fotografa……

 

sì… ma solo per gioco!

:-)

Buon aperitivo a tutti

alla prossima

Pippi

 

;-)

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